Nel mezzo del cammin – Crema

Agosto 7, 2014

A metà tra una commedia e un monologo tutto al femminile, in cui l’attrice porta in scena tutti i personaggi, lo spettacolo nasce dall’idea di raccontare un dramma che tutti
conoscono: il tradimento.
Ma non un tradimento qualsiasi, piuttosto quello generato dalla pericolosissima “crisi di mezza età”, una temibile patologia che colpisce gli uomini giunti alle soglie dell’età matura, che male accolgono il cambiamento, vissuto più come l’inizio della fine.
E così l’uomo, passata la quarantina, è solito abbandonare la sua compagna per rivolgersi verso altri lidi, più verdi, al fine di rinvigorire la sua virilità. A scapito della moglie. “Tu sei la donna della mia vita, lei è un’altra cosa… è una fatina!” – dice lui candido, andandosene via proprio con la suddetta fatina. E chi resta sul divano a fare i conti con la vita, i bilanci, il figlio e soprattutto la realtà, è lei: la moglie tradita, che attraversa, fra rancori, rabbia e acida ironia, tutte le fasi dell’elaborazione del lutto: la depressione sul divano, il confronto con parenti ed amici, la ricerca di un ex disponibile alla consolazione, la feroce autocritica.
Mille le domande che la protagonista si pone: cosa fa funzionare una coppia? Perché alcuni restano insieme ed altri no? A che punto sono i rapporti tra uomo e donna? La coppia continua a rimanere un mistero, un tema da aggiornare costantemente.
A tutti gli effetti, “Nel mezzo del cammin” è un’istantanea della nostra società ritratta dal punto di vista femminile, dove non vi sono tuttavia vittime e carnefici: c’è la vita. È un viaggio che, comunque vada a finire, ci regala sempre una nuova consapevolezza. Un monologo a volte amaro e riflessivo, ma spesso anche divertente, consolatorio e
irriverente, un monologo che parla sempre (o ancora) d’amore.